Si chiama inquinamento domestico, e può essere davvero un problema. Si definisce come una forma di contaminazione di un ambiente abitativo chiuso provocata da agenti inorganici od organici, come ad esempio batteri e micro-parassiti, che trovano luogo di proliferazione a causa di attività umane non bilanciate dalla dovuta attenzione all’igiene. Le stime mostrano un quadro piuttosto preoccupante, a livello internazionale: secondo una ricerca dell’istituto Velux, un terzo dei cittadini europei è affetto da asma e allergie potenzialmente riconducibili a situazioni di inquinamento domestico , e in base ad un’indagine EPA l’aria interna ad un’abitazione, magari male o poco arieggiata, può essere fino a cinque volte più insalubre di quella esterna.

 

Un’ottima soluzione a questa spiacevole condizione è certamente costituita dai purificatori d’aria. Dispositivi sempre più diffusi e commercializzati, basano la propria opera virtuosa sull’azione di filtri attentamente studiati, spesso progettati per agire in sinergia all’interno di un’unica macchina e in diversi casi coadiuvati da ionizzatori e radiazioni ultraviolette.

 

I principali filtri adoperati nell’ambito dei depuratori d’aria sono quello antipolvere, una prima barriera a maglia più ampia delle altre, utile a fermare particelle moderatamente grosse e, in parallelo, a garantire maggior longevità agli altri filtri, agendo come setaccio di primo livello; l’HEPA, ovvero High Efficiency Particulate Air, strumento principe nella tutela da micro-particelle quali acari e pollini riuscendo a fermare agenti esterni fino ad un diametro di 0,3 micron; quello ai carboni attivi, ottimo nello scongiurare il propagarsi di cattivi odori; quello catalizzatore, che utilizza il biossido di titanio come arma contro composti organici di vario genere, come virus e batteri, tenendo completamente al sicuro uomo e animali da compagnia.

 

Vi sono diversi aspetti da considerare quando si deve scegliere un purificatore d’aria, questo è indubbio. Notevole peso hanno senz’altro fattori come i consumi, la rumorosità, il flusso d’aria (quantità d’aria al minuto passata attraverso il sistema di filtraggio) e la presenza di funzioni più o meno in linea con le esigenze specifiche, come timer di accensione e spegnimento, modalità notturna o deumidificatore. La caratteristica che, però, dovrebbe probabilmente essere valutata con maggior attenzione è l’indice CADR: con Clean Air Delivery Rate si intende infatti il tasso di produzione di aria pulita, ovvero quanti piedi cubi (circa 0,3 metri cubi) vengono completamente depurati in un minuto.

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